La lingua del diritto: formazione, uso, comunicazione

Il corso si propone di introdurre teoricamente e praticamente gli studenti al ruolo che il linguaggio svolge nel passaggio dalla regola astratta alla sua applicazione a casi concreti. La formulazione letterale di una regola scritta, il modo con cui un principio non scritto viene espresso, i diversi contesti simbolici entro cui le regole e i principi si inseriscono, il ragionamento tramite il quale dall’astratto si passa al concreto e il discorso giustificativo della soluzione raggiunta: sono tutti fattori linguistici che condizionano profondamente la vita reale del diritto e la loro comprensione costituisce una porta d’ingresso privilegiata per passare dalla visione raffreddata che del diritto offrono i manuali universitari alla dimensione calda del diritto applicato. Il corso è pensato come un laboratorio basato su esemplificazioni ed esercizi pratici. I materiali discussi a lezione saranno messi a disposizione degli studenti alla pagina dell’insegnamento sul sito del Dipartimento. Al termine del corso sarà affidato un esercizio di scrittura che sarà discusso in sede di esame orale.

Insegnamenti

Corso di laurea
  • Magistrale in Giurisprudenza
  • Scienze dei servizi giuridici
CFU
3
Settore
IUS/20
Testi consigliati per la preparazione dell’esame
- L’esame consisterà nella discussione dell’esercizio di scrittura svolto al termine del corso.
- Letture facoltative: chi desidera disporre anche di un testo di riferimento può utilizzare il volume Il linguaggio giuridico. Prospettive interdisciplinari, a cura di G. Garzone e F. Santulli, Milano, Giuffrè, 2008 (si segnalano specialmente i saggi di D. Mantovani e di D. Antelmi). Per gli esercizi di scrittura può essere utile la consultazione di M. Santambrogio, Manuale di scrittura (non creativa), Roma – Bari, Laterza, 2006 o, in alternativa, di G. Bosticco, Riempire i vuoti. Un manuale (soggettivo) di scrittura e comunicazione, Pavia, Ibis, 2007.
Semestre
I